martedì 23 dicembre 2008

Dei limoni gravidi di Pietrasanta


Giovan Battista Ferrari , senese di nascita e romano d'adozione, fu un padre gesuita già professore di ebraico al Collegio Romano. La sua eccezionale passione per l'orticultura lo mosse a divenire consigliere botanico della famiglia Barberini ed a pubblicare uno dei più straordinari testi sull'argomento: De Florum Cultura Libri Quatuor, uscito a Roma coi caratteri di Stefano Paolini nel 1633 e subito versato in italiano già nel 1638 col titolo Flora ovvero cultura dei fiori, sempre a Roma per i tipi di Pier Antonio Facciotti*

Ma a noi più che il De Florum Cultura interessa una sua opera successiva: Hesperides sive de Malorum Aureorum Cultura et Usu Libri Quatuor, Roma, Herman Scheus, 1646,  ex typographia Vitalis Mascardi. E ci interessa non tanto perchè precoce esempio d'opera scientifica redatta col metodo galileiano dell'osservazione diretta, quanto perchè in essa si tratta, e vengono fedelmente illustrati, i celebri limoni gravidi di Pietrasanta.

Si, avete letto bene: i limoni gravidi hetrufcus Petræ fanctæ ager, ossia una cultivar di limoni detta cedrina caratterizzata dal contenere entro il frutto altri frutti più piccoli, quasi come se fosse una matrioska.

Ma lasciamo che a parlarcene sia il Ferrari:

La terra etrusca di Pietrasanta, confinante con la Liguria, genera con l'appellativo di cedrino il più prelibato e dolce dei limoni, quanti ce ne sono, nato dall'innesto (come dicono) del cedro, che per il suo profumo e per la natura simile viene chiamato cedrato. [...] E' pur vero che nell'estrema Etruria la campagna adiacente alla città di Pietrasanta, straordinariamente fertile per il tiepido soffio del vicinissimo mare, genera limoni cedrati quasi sempre pieni di altri limoni. [...] In qualcuno di essi [...] appare un altro limone più interno e se questo mezzo viene tagliato, dopo la buccia dorata e la polpa bianca, si presenterà un midollo bianchiccio, non di rado un terzo frutto, avvolto dall'embrione. Persino dall'incisione aperta dell'ultimo frutto qualche volta si osserva una covata compatta di piccoli limoni.

Con questa idea, che spero susciti la vostra curiosità al pari di quanto ha stimolato la mia, e con l'augurio di poter gettare nella fiamma ardente del vostro caminetto una scorza del cedrino di Pietrasanta così da profumare l'ambiente e render più vivi i grilli del focolare, vi porgo con sincerità the compliments of the Season.


Ferrari, Gio. Batta, S.J., Hesperides sive de Malorum Aureorum Cultura et Usu Libri Quatuor, Liber Tertius, Limon citrato primæ notæ, Cap. XIX, pp. 263, Roma, Herman Scheus, 1646.

Freeberg, D., Ferrari and the pregnant lemons of Pietrasanta, in: Il Giardino delle Esperidi. Gli agrumi nella storia, nella letteratura e nell'arte, Visentini, Firenze, Edifir, 1996, pp. 41-58.


* Chi fosse interessato a questa edizione ed alle magnifiche incisioni ad opera di Guido Reni e Pietro da Cortona, sappia che ne esiste una anastatica per merito della casa editrice Leo S. Olschki nella collana Giardini e Paesaggio.

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