domenica 6 agosto 2017

Il vero protagonista di Anna Karenina

La candela che portarono rischiarò pian piano la stanza, facendo affiorare dettagli noti: le corna di cervo, gli scaffali dei libri, la stufa lucida con la finestrella che attendeva da tempo d'essere riparata, il divano del padre, lo scrittoio - imponente - con sopra un libro aperto il posacenere rotto, un quaderno con la sua grafia. A quella vista, per un attimo allo assalì il dubbio che la nuova vita che aveva sognato strada facendo fosse impossibile. Le tracce della sua reale esistenza parevano stringerlo d'assedio: "No, no - dicevano, - non ti libererai mai di noi, mai potrai essere diverso da come sei. Sarai sempre e comunque colui che eri, con i tuoi dubbi, con l'eterno malcontento per te stesso, con i tuoi vani tentativi di cambiare, con le tue cadute e con l'eterna attesa di una felicità che non ti è stata concessa e che per te è irraggiungibile,

Lev Tolstoj, Anna Karenina, trad. it di Claudia Zonghetti, Torino, Einaudi, 2016.

mercoledì 17 maggio 2017

La tabellina del tre

Si legge, che non solamente Helena Greca fu à maraviglia bella della facia, ma di tutte le parti del corpo: à talche in lei sola si trovava tutte quelle bellezze, che mettono i scrittori, che vuol havere una bella donna, le quali notarò quì di sotto, acciocche le donne, che si stimano belle, spogliandosi nude, quando andranno à letto, possano vedere, se tutte si trovano in loro. Dico per tanto, come bellezza di donna vuol trenta cose, distinte à tre per tre.

Tre bianche: carne, denti e faccia.
Tre negre: occhi, ciglia e petignone.
Tre rosse: labbra, guance e unghie.
Tre longhe: persona, capelli e mano.
Tre corte: denti, orecchie e piede.
Tre larghe: petto, fianco e fronte.
Tre strette: bocca, natura e centura.
Tre grosse: coscie, culo e natura.
Tre sottili: capelli, labbra e deta.
Tre picciole: bocca, naso e mammelle.

Idea / del giardino / del mondo. / Di M. Tomaso Tomai da Ravenna Fisico, / & Accademico innominato. / Ove, oltre molti secreti maravigliosi di natura, sono posti varij, / & soavissimi frutti curiosissimi, secondo la diversità / del gusto de gli huomini., in Bologna, per Gio. Rossi, MDLXXXVI.

giovedì 11 maggio 2017

Niente male

Il cristianesimo del nostro secolo [...] ha voltato le spalle al culto del dolore, alla "passione" di Cristo, alla mistica della sofferenza. Sul mondo occidentale, dove il sigillo cristiano è sempre più labile, la narcotizzazione spirituale e la cultura degli analgesici ha spento, se non eliminato, le tentazioni eroiche e sacrificali della imitatio Christi. In un mondo sempre più inebetito, torpido, svirilizzato, ogni riferimento al dolore e naturalmente alla morte, alla vita-sacrificio è rigorosamente vietato, come in una bambinesca, universale Disneyland dove la finzione cancella la realtà, in una perpetua immersione nell'artificiale in cui la babele dei messaggi e il trionfo dell'insignificanza sta spegnendo quella umanità dell'uomo che perfino Cristo aveva voluto far sua e incarnare.

Camporesi, P., Il sugo della vita. Simbolismo e magia del sangue, Milano, Il Saggiatore, 2017

lunedì 8 maggio 2017

GdA

(A Suor Eletta, Ave)

Cara Suor Eletta,

l'empia Comarella mi assicura che tu dùbiti della mia amicizia fedelissima! Ma non sai che tanto l'amicizia è più nobile quanto più di silenzio ella sopporta?
E io diventerò sempre più silenzioso, fino al suggello mortuario.
Lavoro; e nel lavoro dimentico ogni miseria e ogni viltà.
La pace sia teco!

Pax et bonum

FRATE ARIEL

5.VII.1924


Ora in: Gabriele d'Annunzio, Lettere a una donna, Bologna, Massimiliano Boni Editore, 1975.

martedì 14 marzo 2017

Ecco fatto.

Post equitem sedet atra cura.

Orazio, Carm. III, 1, 40, ma letto in De Quincey, T., Gli ultimi giorni di Immanuel Kant, a cura Jaeggy, F., Milano, Adelphi, 1983.

Laddove, secondo il dizionario Lewis & Short, 'atra' è 'black, dark, gloomy, sad, dismal, unfortunate',  mentre 'cura' è da intendersi come 'care, solicitude, carefulness, thought, concern'. Od anche 'Trouble (physical or mental), bestowed on something; solicitude, care, attention, pains.'

E qui si chiude un piccolo cerchio, perché - sempre secondo Lewis & Short - "  [...] nella vita civile romana, i dies atri sono i giorni nei quali lo stato soffre qualche calamità, sono giorni infausti. Questa designazione è fatta risalire all'abitudine romana di marcare ogni giorno sfortunato del calendario con un pezzo di carbone". Da cui l'altro motto Aequabit nigras candida sola dies.

giovedì 12 gennaio 2017

Forma e sostanza

Stando i Monaci in Coro devono ricordarsi, che sono alla presenza di Dio, onde, gli conviene star ivi con timore, e tremore, ben composti di vita, con le mani sotto lo Scapulare, quando non vi tenghino Breviario, o Diurno, non curvi, o appoggiati sconciamente alle sedie, non faccino strepito, o nel purgarsi il naso, o nel moversi da' sedili, e sopra tutto cantino, e legghino sempre con voce uniforme, e concorde perché dalla forma esteriore possa comprendersi la divozione interna.

Constitutiones Monachorum Silvestrinorum, Del modo da tenersi da' Monaci in Coro, in Bullarium Romanum / seu / novissima et accuratissima / collection / apostolicarum constitutionum / Ex authographis, quae in Secretiori Vaticano / aliisque Sedis Apostolicae Scriniis / asservantur. / Cum Rubricis, Summariis, Scholiis, & / Indice quadruplici / Tomus Nonus / Complectens Constitutiones ad ALEXANDRO VIII., / & INNOCENTION XII editas. / Romae MDCCXXXIV. / Typis, & Expensis Hieronymi Mainardi in Platea Montis Citatorii.