giovedì 4 gennaio 2018

Coincidentia oppositorum

Ogni delettazione non veggiamo consistere in altro, che in certo transito, camino e moto. Atteso che fastidioso e triste è il stato de la fame; dispiacevole e grave è il stato della sazietà: ma quello che ne deletta, è il moto da l'uno a l'altro. Il stato del venereo ardore ne tormenta, il stato dell'isfogata libidine ne contrista: ma quel che ne appaga è il transito da l'uno stato a l'altro. In nullo esser presente si trova piacere, se il passato non n'è venuto in fastidio.

Giordano Bruno, Spaccio de la bestia trionfante / Expulsion de la bête triomphante, Paris, Les Belles Lettres, 1999. Letto in Ordine, N., La cabala dell'asino. Asinità e conoscenza in Giordano Bruno. Nuova edizione accresciuta, Milano, La Nave di Teseo, 2017.

martedì 2 gennaio 2018

Poveri noi

I risparmiatori italiani sanno veramente poco di concetti come rendimento composto, rendimento in termini reali (al netto dell'inflazione), o diversificazione del rischio. Sanno certamente molto meno di questi argomenti di quanto non ne sappiano i risparmiatori svedesi, danesi, olandesi e svizzeri, e purtroppo nessuno sembra preoccuparsene.
Non se ne preoccupano i politici, che vedono nella parsimonia delle famiglie il modo più sicuro per garantire la stabilità finanziaria necessaria per gestire a costi sopportabili il debito pubblico. Non se ne preoccupano gli intermediari finanziari, che lucrano sull'ignoranza delle famiglie, ad esempio pagando interessi risibili sui depositi ed investendo le somme da queste depositate in titoli del debito pubblico. Non se ne preoccupa un'opinione pubblica che non è in grado di cogliere l'esistenza stessa del problema. Non se ne preoccupano certo quei risparmiatori che, avendo buone conoscenze di finanza, traggono beneficio dall'operare in un contesto in cui i piccoli risparmiatori finiscono per farsi carico delle inefficienze sia della cosa pubblica sia dell'intermediazione finanziaria.
L'ignoranza finanziaria è quindi considerata una virtù da chi - mondo politico e finanza - ne trae beneficio.

Della Zuana, G., Weber, G., Cose da non credere. Il senso comune alla prova dei numeri, Bari, Laterza, 2011. 

giovedì 21 dicembre 2017

Eudaimonia

Alla filosofia non interessa quella felicità che si comporta come la danza di un folle, che prima s'allontana e poi ritorna per fuggire di nuovo. E non si tratta nemmeno della felicità legata a qualcosa che semplicemente accade, come al gioco del Lotto: il caso fortunato di una Fortuna capricciosa. Neppure si intende un sentire solo soggettivo, un sentirsi bene. Benchè eudaimōn significhi letteralmente favorito o animato da uno spirito benigno, alla felicità decisiva concorrono sia una sorte favorevole sia una tranquilla soddisfazione, ma tutt'al più come 'programma di accompagnamento'. Tali elementi possono infatti giocare un ruolo secondario, laddove l'elemento fondamentale è un altro, cioè il prendere in mano la propria vita e farne buon uso.

Höffe, O., La virtù ci rende belli? Arte di vivere e morale, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2015.


martedì 12 dicembre 2017

Ne vedremo delle belle

La signora Peerybingle uscì all’aria scura e frizzante, e sguazzando nella mota con un par di zoccoli che impressero sulle lastre del cortile tutte le figure del primo teorema di Euclide, empì il ramino al cannello della fontana.


Dickens, C., Il grillo del focolare, tr. it di Verdinois, F., ill. di Enrico Sacchetti, fregi di Duilio Cambellotti, Milano, Istituto Editoriale Italiano, 1913.

venerdì 17 novembre 2017

S'impara da tutti

"Too often we judge other groups by their worst examples, while judging ourselves by our best intentions."

George W. Bush, discorso tenuto il 19 ottobre 2017 a New York al convegno "Spirit of Liberty: At Home, in the World", 

giovedì 16 novembre 2017

Vaticinii

Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga.

Amiel, H.-F., Frammenti di un giornale intimo, 12 giugno 1871, Torino, UTET, 1931.