sabato 21 settembre 2013

Der Esel, der Affe und der Maulwurf




Erra, dicea la Scimmia, chi natura
e la sua provvidenza tanto loda;
verso di noi mostrossi o cieca o dura:
come ? Non darci un palmo almen di coda?
Fino i topi, di coda ella ha provvisti;
a noi manca; ond’è che con maligno
occhio ogni giorno gli animali tristi
ci guardan dietro, e poi ci fanno un ghigno.

L’Asin risponde: io non la stimo niente;
a che mi val ? Perché di ragazzacci
con mille insulti un stuolo impenitente
le spine sotto quella ognor mi cacci?
E’ una disgrazia il non aver le corna:
ah son le corna pur la bella cosa!
Rimira il bue, che n’ha la testa adorna,
che faccia alza sublime e maestosa
E capri, e agnelli, e s’altra inutil v’è
bestia, di corna fia dunque guernita?
E non l’avrà una bestia come me?
Non me ne darò pace in fin che ho vita.

Li udì una Talpa, e lor gridò: tacete,
e per conoscer ben fin dove arriva
vostra ingiusta follia, bestie indiscrete,
guardate me, che sono di vista priva.
Chi viver vuol tranquillo i giorni sui,
non conti quanti son di lui più lieti,
ma quanto son più miseri di lui.

Pignotti, L., Favole e novelle del dottor Lorenzo Pignotti / nuova edizione napoletana diligentemente corretta e riveduta, Napoli, 1830, Da’ torchi di R. di Napoli.



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