sabato 21 settembre 2013

Der Esel, der Affe und der Maulwurf




Erra, dicea la Scimmia, chi natura
e la sua provvidenza tanto loda;
verso di noi mostrossi o cieca o dura:
come ? Non darci un palmo almen di coda?
Fino i topi, di coda ella ha provvisti;
a noi manca; ond’è che con maligno
occhio ogni giorno gli animali tristi
ci guardan dietro, e poi ci fanno un ghigno.

L’Asin risponde: io non la stimo niente;
a che mi val ? Perché di ragazzacci
con mille insulti un stuolo impenitente
le spine sotto quella ognor mi cacci?
E’ una disgrazia il non aver le corna:
ah son le corna pur la bella cosa!
Rimira il bue, che n’ha la testa adorna,
che faccia alza sublime e maestosa
E capri, e agnelli, e s’altra inutil v’è
bestia, di corna fia dunque guernita?
E non l’avrà una bestia come me?
Non me ne darò pace in fin che ho vita.

Li udì una Talpa, e lor gridò: tacete,
e per conoscer ben fin dove arriva
vostra ingiusta follia, bestie indiscrete,
guardate me, che sono di vista priva.
Chi viver vuol tranquillo i giorni sui,
non conti quanti son di lui più lieti,
ma quanto son più miseri di lui.

Pignotti, L., Favole e novelle del dottor Lorenzo Pignotti / nuova edizione napoletana diligentemente corretta e riveduta, Napoli, 1830, Da’ torchi di R. di Napoli.



giovedì 4 luglio 2013

Putsch

Io sono un reazionario.

martedì 2 luglio 2013

Basterebbe poco

Beatus ille qui procul negotiis,
Ut prisca gens mortalium,
Paterna rura bobus exercet suis,
Solutus omni foenore!



domenica 16 giugno 2013

Frammenti ritrovati dalla sorella di Nietsche

Facile esse dionisiaco co' quadrini di quegl'altri.


sabato 15 giugno 2013

Lezioni

Chi vuole imparare come si scrive, legga:
Montanelli, I., Gli incontri, Milano, Rizzoli, 1962.

martedì 4 giugno 2013

Il guanciale

Chi sostiene che il guanciale è bianco in quanto appartiene al paesaggio notturno, né più né meno della luna, non tiene conto di quanto allegra possa esserne la vista alla piena luce del giorno, appena lo si scopra scostando il copriletto. Fresco e candido e paffuto, s'affaccia al capezzale, come per dire che durante il giorno il re del letto è lui, lui il padrone di quella distesa liscia e soffice. A differenza della luna che ha bisogno del buio per brillare, il guanciale porta in sé la promessa della notte - intesa come sollievo, morbidezza, crogiolamento, intimità - e insieme la luce che la rischiara. Chi tenta di dare al guanciale una descrizione oggettiva, inevitabilmente fallisce. Si può provare a dire che è la sola forma al mondo che unisca la stabilità del quadrato (o meglio del rettangolo) e la pienezza della sfera (o comunque d'un corpo convesso e curvo in tutta la sua superficie), la saldezza d'un isola e la duttilità d'una nuvola.

Calvino, I., Il guanciale, in FMR, n.13, maggio 1993.