venerdì 31 ottobre 2008

Qui ambulat in tenebris

Amici, lettori, passanti per caso, siamo qui riuniti oggi per celebrare assieme il fausto giorno di Santa Lucilla martire, fiaccola di carità e vivido riferimento nelle ombre di ogni giorno.

Luce del mondo, meridiana face di caritate, alto lume di pratica bontà.

Rivolgiamo a lei una preghiera affinchè interceda sempre per noi.
Che, per l'amor di Dio, qui ambulat in tenebris, nescit quo vadat.

mercoledì 29 ottobre 2008

Galina Kocilova

Jeri sera, a cena, il contendere verteva su una questione apparentemente trascurabile. In realtà il problema è più serio di quanto si possa pensare. Ed anzi, il fatto stesso che si contenda su questioni di tale natura, ci impone una riflessione sul fondamento stesso della nostra società. Siamo dunque, noi uomini del secolo ventunesimo così rozzi ed ignoranti ? Abbiamo completamente perso la saggezza dei nostri padri ? Non sappiamo più la strada dalla quale siamo venuti ? La quaestio era la seguente: in un pollaio formato da sole galline, nascono le uova ?

Vi pregherei di rispondere senza ricorrere a Google od ai vostri nonni.

martedì 28 ottobre 2008

La settimana scorsa, nel 1554

Acid green, purple fashion, silk blue ... sono i nomi moderni dati a colori che erano già nella tavolozza di Jacopo Carrucci, il Pontormo. Ennesima e superflua riprova che non si inventa nulla e che nella vicenda del sapere non vi è progresso, ma al massimo una continua e sublime ricapitolazione.

Pontormo era un ossessivo compulsivo e registrava con maniacale precisione ogni suo pranzo ed ogni sua cena. Almeno così traspare da quei brani dei suoi diari che sono giunti sino a noi.
Di seguito le sue note di ciò che gli accadde la scorsa settimana, quasi cinquecento anni or sono.

Adì 18, la sera del santo Luca, cominciai a dormire giù col coltrone nuovo.
Adì 19 d'ottobre mi sentivo male, cioè infredato, e dipoi non potevo riavere lo spurgho, e con gran fatica durò parechi sere uscire di quella cosa soda della gola come alle volte io ho hauto di state: non so se s'è stato per esser durato un buondato bellissimi tempi e mangiato tuttavia bene; e adì detto cominciai a riguardarmi un poco e duròmi 3 dì 30  once di pane, cioè 10 once a pasto, cioè una volta el dì e con poco bere; e prima, adì 16 di detto, imbottai barili 6 di vino da Radda.
Adì 22 detto 1554 tornai e stetti in casa solo aspetare el fattore insino alle 4 hore, e dipoi mangiai uno pesce d'uovo, 8 once di pane, una noce e uno fico secho e due meluze cotte.
Adì 23, la sera, mangiai minestra di castrone lesso e dua mele cotte e 10 once di pane e una meza mezetta di vino, e cominciato a manomettere la botte.


Pontormo, Diario, Manoscritto Magliabechiano VIII 1490, BNC, Firenze.
Pontormo, Diario, Abscondita, Milano, 2005.

[Per inciso: la squisita ditta Berti di Scarperia ha realizzato un coltello ispirandosi fedelmente a quello dipinto dal nostro ne La Cena in Emmaus conservata agli Uffizi]

[Per inciso: pesce d'uovo è nome straordinario per la nostra più prosaica frittata]

lunedì 27 ottobre 2008

Della crittografia mnemonica

Considerando che neppure la promessa di descrizioni particolareggiate sull'unione carnale tra uomo ed animale stimola un vostro commento, provo a cambiare soggetto nella speranza di stabilire un più vivace dialogo con chi  mi legge.

La crittografia mnemonica è universalmente ritenuta una delle più alte forme di enigmistica. Si tratta di un gioco in grado di raggiungere i più profondi abissi del cervello, della memoria, della capacità di ricordare e - soprattutto - capace di collegare tra loro elementi apparentemente lontanissimi allo scopo di raggiungere una soluzione. Vediamone anzitutto la sintassi.
Essa è formata da un diagramma, da un esposto e, naturalmente, da una soluzione.

Il diagramma è la parte che contiene, oltre al nome del gioco, una serie di numeri che indicano quante lettere compongono la frase risolutiva e come esse vadano divise. Esattamente come nei rebus. Se nel diagramma compare, ad esempio: (3, 12, 9) significa che la soluzione da cercare sarà una frase composta da una parola di 3 lettere, da una di 12 lettere e da una di 9.
L'esposto è, invece, l'abbocco che viene dato al giocatore per trovare la soluzione. E' il punto di partenza dal quale deve iniziare il ragionamento, è - insomma - l'unico dato (oltre al diagramma) che si ha a disposizione per risolvere l'enigma.
La soluzione, infine, è quanto si richiede al giocatore. Essa, per esser tale, deve avere le seguenti caratteristiche:

1) essere una frase fatta, una polirematica (come direbbe De Mauro), un titolo di un film, di un libro, una espressione gergale ormai definita, un luogo comune ... e via di seguito.;
2) deve essere legata all'esposto da un meccanismo di doppio senso;

Un esempio - forse il migliore - scioglierà molti dubbi:

[Diagramma:] Crittografia mnemonica (5, 6, 2, 13)
[Esposto:] CUCCHIAINO

[Soluzione:] Mezzo minuto di raccoglimento

Dal diagramma capiamo che si tratta di una mnemonica e che la soluzione è una frase composta e divisa secondo lo schema numerico. Ragionando sull'esposto "cucchiaino" si giunge - dopo molta fatica e molte imprecazioni - a descriverlo come un attrezzo (mezzo) piccolo (minuto) atto a raccogliere (di raccoglimento).

La frase risolutiva ha una prima lettura, diremo, ordinaria: "Mezzo minuto di raccoglimento" è una frase fatta che si può usare per significare una pausa di riflessione, un attimo di sosta con la mente rivolta ad un pensiero elevato, un istante di preghiera.
Ma al contempo ha una seconda lettura, adatta a descrivere perfettamente l'esposto dal quale siamo partiti.
Requisito essenziale, indirizzato specialmente a chi voglia costruire una mnemonica, è la distanza tra le due letture. E' necessario che esse abbiano due sensi totalmente diversi, legati soltanto dall'esca dell'esposto.

Chi voglia cimentarsi può tentare di risolvere la seguente:

Crittografia mnemonica (3, 6, 2, 5)
SODALIZIO DI ARCHITETTI INSOLVENTI

con l'avvertenza (per i principianti) che la soluzione è il titolo di un romanzo a me caro.

Chi voglia, invece, approfondire l'argomento può leggersi:
Bartezzaghi, S., Lezioni di enigmistica, Einaudi, Torino, 2001.

domenica 26 ottobre 2008

Sesso estremo

Nel post di domani descriverò scene di coito bestiale.
Voglio vedere se, almeno quello, lo commentate.

venerdì 24 ottobre 2008

MCDXCII

Il tempo scorre diversamente a seconda dei luoghi, ma l'eternità è uguale dovunque.

[Cancogni, M., presentazione a Leone Tommasi, Marchi e Bertolli, Firenze, 1969]

Uno dei pochi vantaggi di vivere a Firenze consiste nel poter visitare, a scappatempo, luoghi di ineffabile bellezza. Mezz'oretta nella Basilica di Santo Spirito, digestione dopopranzo a Palazzo Davanzati, passeggiata perditempo tra i marmi di Santa Croce. Attività che torna comodissima per stimolare l'altrui curiosità quando tocca fare da cicerone ad ospiti stranieri.
L'altro giorno mi sono offerto d'accompagnare un professorone americano in giro per la città e l'ho portato all'Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, tanto per fargli capire di che pasta eravamo fatti noi italiani. L'ultima saletta si affaccia verso il chiostro grande della chiesa ed una grata in ferro impedisce  di accedere a quell'oasi di pace.

[Per inciso: che claustrum sarebbe, se fosse possibile accedervi ?]

Corridoi con volte a botte, lunette affrescate, colonnato armonioso, erba tagliata, alti cipressi, luce morbidissima. Tutto contribuiva a far credere che in quel luogo il tempo si fosse fermato, che fossimo rimasti ancora alla fine del quattrocento.
Io, che non riesco a resistere ad un tocco di drammaticità, ho messo il braccio tra le sbarre della grata, mi sono voltato verso il professore e gli ho detto: "Look. There time stands still. My hand now is in 1492".

Tant'è.