martedì 3 aprile 2012

Infima doctrina

Poetica non capiuntur a ratione humana proptet defectus veritatis qui est in eis.

Le creazioni dei poeti sfuggono alla ragione umana a causa del loro difetto di verità.

(S. Th. I-II, 101, 2 ad 2)

domenica 1 aprile 2012

Il piccolo fiammiferaio


Per carità, comprateli
Signori, i miei zolfini !
E' notte tarda... nevica,
Nè preso ho due quattrini.

Se al triste mio ricovero
Ritorno a mani vuote,
Un uomo crudelissimo
Mi sgrida... mi percuote !

Talvolta qualche spicciolo
Busco da genti umane...
Allor salvo le costole
E, forse, ho un po' di pane.

Oggi, manco un fiammifero !
Signor, per compassione
Compratene una scatola...
Strappatemi al bastone !

Fiorentino, E., Poesie per bambini buoni, Firenze, s.l., ma Libreria Editrice Fiorentina, s.d.

giovedì 29 marzo 2012

Er companatico der paradiso


Dio, doppo avè ccreato in pochi ggiorni
Cuello che cc'è de bbello e cc'è de bbrutto,
In paradiso o in de li su' contorni
Creò un rampino e ciattaccò un presciutto.

E ddisse: Cuella femmina che in tutto
Er tempo che ccampò nun messe corni,
N'abbi una fetta, acciò nun Magni asciutto
Er pandescelo* de li nostri forni.

Morze Eva, morze Lia, morze Ribbecca,
Fino inzomma a ttu' mojje a mman'ammano
Morzeno tutte, e ppijjele a l'inzecca**

E tutte curante cor cortello in mano
Cuanno furno a ttajja fesceno scecca:***
Sò sseimil'anni, e cquer presciutto é sano.

26 gennaio 1893

* Panem de coelo [praestitisti eis. Omne delectamentum in se habentem]: preghiera che accompagna l'esposizione del Santissimo.

** ppijjele a l'inzecca: prendile a caso.

***fesceno scecca: fecero cilecca.

Belli, G. G.,Sonetti erotici e meditativi, Milano, Adelphi, 2012

mercoledì 28 marzo 2012

137.


Arreda la tua mente e vivi lì,
fuggi la fosca fiera dei felici.
Devi soffrire meglio di così
se vuoi sventare i loro malefici.

Valduga, P., Quartine. Seconda centuria., Torino, Einaudi, 2001

martedì 27 marzo 2012

Il cane



Noi mentre il mondo va per la sua strada,
noi ci rodiamo, e in cuor doppio è l'affanno,
e perché vada, e perché lento vada.


Tal, quando passa il grave carro avanti
del casolare, che il rozzon* normanno
stampa il suolo con zoccoli sonanti,


sbuca il can dalla fratta, come il vento;
lo precorre, rincorre; uggiola, abbaia.
Il carro è dilungato lento lento.
Il cane torna sternutando all'aia.




rozzon: cavallo di fatica (l'espressione è ariostesca, Sat. III, 6).


Pascoli, G., Myricae, con l'introduzione di P.G. Mengaldo e note al testo di F. Melotti, Milano, Rizzoli, 1981

domenica 25 marzo 2012

Ab incarnatione


Oggi, 25 marzo, celebro l'inizio dell'anno fiorentino con una lirica tutta toscana:

Eccoti il ravanello
cresciuto al sol di maggio
principe degli ortaggi
che il cuore mio zappò

è così rosso e bello
che sembra un Caravaggio
è il tempestoso omaggio
dell'umile mio cuor


Gelsomino Girasoli, Il Ravanello Solidale, finalista al concorso "Ora d'aria" indetto dal Dottor Djembè nel 2009.